ROMA: I MISTERI DELLA PORTA ALCHEMICA

“Centrum in trigono centri”

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La frase incisa sul sigillo di Salomone,il centro è nel triangolo del centro“, è un motto alchemico e lo si può ritrovare in diversi scritti esoterici, ma anche incisa su un enigmatico monumento, la Porta Alchemica(o Porta Magica o Porta dei Cieli) di Piazza Vittorio, nel cuore di Roma. Disegni, incisioni e formule magiche fanno di questo monumento uno dei più misteriosi della Capitale.
Questo ingresso è tutto ciò che rimane della villa del Marchese Massimiliano di Palombara, che fu un personaggio di spicco del ‘600: era senatore, alchimista e rosacroce. Il Marchese è anche noto per aver scritto un’opera dall’ambiguo significato rosacrociano, “La Bugia”(custodita nella Biblioteca Vaticana), e per essere molto amico di Cristina di Svezia, la regina che abdicò e si trasferì esule a Roma, dove ebbe modo di approfondire la sua passione per l’alchimia e l’esoterismo, al punto da diventare anche finanziatrice delle ricerche alchemiche del noto Pietro Antonio Bandiera.
Il vero significato di questa Porta Magica è ancora un mistero; si pensa che sia stata fatta costruire dal Marchese a seguito di un misterioso incontro con l’alchimista Francesco Giuseppe Borri, accusato dalla Santa Inquisizione di eresia e recluso a Roma nelle carceri di Castel Sant’Angelo tra il 1671 e il 1677.

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Le iscrizioni incise sulla Porta si pensa descrivano un cammino iniziatico. Enigmatiche frasi, volute dallo stesso Palombara, ricoprono i lati della Porta e due di queste non sono state decifrate ancora oggi :

-“Il drago della notte custodisce l’ingresso dell’orto magico e, senza Ercole, Giasone non avrebbe gustato le delizie della Colchide”

-“Quando nella tua casa i neri corvi partoriranno bianche colombe sarai chiamato sapiente”

Un’altra iscrizione misteriosa si trova sul gradino della Porta ed è la parola “VITRIOL”. Apparentemente senza significato, questa parola è  un acronimo di un codice alchemico.

V isita
I nteriora
T errae
R ectificandoque
I nvenies
O ccultam
L apidem

Tradotto dal latino significa: “Visita l’interno della Terra: rettificando troverai una pietra nascosta”

Descriverebbe l’accesso ad un locale segreto e riservato, in cui si studiava l’alchimia.

Oggi, due scienziati italiani, Ernesto di Mauro e Casare Luccarini, hanno finalmente scoperto che ogni glifo sulla Porta Magica descrive, seppur con un linguaggio simbolico, un processo metallurgico ben preciso. Ad esempio “Chi sa bruciare con l’acqua” si riferisce ad uno dei modi in cui all’epoca veniva prodotto il ferro.

Il vero motivo che spinse il Marchese a edificare questa porta, resta comunque un mistero. Forse qualche risposta in più la si potrebbe provare a cercare nel suo scritto “La Bugia”.

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